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 PETTER THORBACK

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Ila

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Data d'iscrizione : 13.01.18

MessaggioTitolo: PETTER THORBACK   Mar Gen 30, 2018 11:05 pm

Chi lo conosce, racconta di non averlo mai visto agitarsi nemmeno di fronte alle situazioni più critiche, anche se, per il momento le situazioni peggiori nelle quali Petter si è cacciato sono state quelle in taverne o luoghi simili.
Petter Thorback è l’unico figlio di una ricca famiglia di mercanti e, sin dalla sua adolescenza, il padre ha cercato di far emergere in lui il senso degli affari, che, a dire il vero, non è così spiccato. A Petter interessavano altri aspetti della sua splendida vita da figlio di ricco mercante.
Era belloccio, di oro ne aveva in quantità e amava divertirsi, in tutti i modi; la cosa che amava di più era recarsi in viaggio di affari e, credetemi se vi dico, che gli affari erano l’ultima cosa a cui Petter pensava.
Fu proprio uno di questi viaggi che segnò la fine della sua vecchia, giovane vita e l’inizio di quella attuale. Quel giorno d’estate, aveva la sua fidata scorta formata da tre uomini armati ed esperti, che spesso lo aveva tirato fuori dai guai, ma quel giorno non bastarono.
L’agguato fu fulminio e devastante, i suoi uomini caddero infilzati da venti, trenta frecce, lui stesso venne colpito in molti punti e cadendo da cavallo venne trascinato per parecchi metri.
Molto probabilmente lo credettero morto, o altrimenti non si spiega cos’altro lo salvò da morte certa, mentre i briganti depredavano i corpi dei caduti, compreso il suo.
Ancora non sa quanto tempo rimase lì, steso in mezzo a quella radura, nudo come un verme vicino al cadavere martoriato dalle frecce di una della sue guardie del corpo, finché non venne risvegliato da uno strano calore proveniente dalle mani di uno stano personaggio, un uomo, vestito con una lunga tunica e con uno strano simbolo, raffigurante dei rami incrociati, che non aveva mai visto, appeso al collo.
Poi risvenne.
Era notte quando Petter si svegliò e di fianco a lui trovò Eothian, il custode del monastero di Diancecht.
Aveva sedici anni allora e per quasi venti si fermò lì; cambiò molto e quasi dimenticò la sua vita precedente, quasi…
Imparò a preoccuparsi degli altri e, durante quegli anni, si rese conto di avere un talento che non era l’arte del commercio, bensì di dare sollievo e protezione a chiunque ne avesse bisogno, in nome del Dio che aveva conosciuto e che gli aveva dato questi doni.
S’impegnò tanto ed infine decise che era ora di condividere con il mondo esterno ciò che Diancecht gli aveva donato.
Quel giorno preparò il suo zaino, il suo maestro, Eothian, gli donò qualcosa che potesse tornagli utile nel mondo: qualcosa per guarire gli altri e qualcosa per proteggersi, gli donò anche qualche moneta d’oro, la sua benedizione ed il Sacro Simbolo di Diancecht e chiuse la porta alle sue spalle.
Una nuova vita era di fronte a Petter Thorback, chierico mezzelfo di Diancecht, Dio della medicina e della guarigione.
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